Fiera Verona, è usata bene?
LA FIERA DIVERONA E’ VALORE AGGIUNTO,
MA E’ USATA BENE?
La Fieradi Verona ha elaborato il proprio piano industriale nel quale sono previsti nuovi ingressi, un nuovo padiglione e più rassegne in contemporanea.
L’Ente è una grossa opportunità per Verona, ma ci sono alcune difficoltà che rischiano di condizionarne il futuro già nel breve-medio periodo. La perdita di Solarexpo ne è un esempio. Lascia Verona perché non corrisponde alle proprie esigenze di internazionalizzazione. La motivazione peggiore.
Le proposte del PD:
- non è più sufficiente offrire quello che abbiamo. La trasformazione che le mutate condizioni economiche delle imprese impongono all’intero sistema fieristico sposta, di fatto, l’interesse dalla sola messa a disposizione di aree espositive – come in gran parte avviene oggi – alla più complessa fornitura di servizi fino all’accompagnamento delle imprese direttamente sui mercati di riferimento.
Questa deve essere la prospettiva strategica per la nostra fiera. Al contrario, nel citato piano industriale si insiste sulle infrastrutture a servizio di appuntamenti che sono destinati a cambiare fisionomia.
- La fiera ha bisogno di un partner internazionale del settore che ne favorisca lo sviluppo e porti capitali freschi. La semplice redistribuzione delle quote all’interno dell’attuale compagine sociale e le caratteristiche esclusivamente finanziarie dei nuovi soci (Cattolica e Popolare di Vicenza) non hanno favorito né la ricapitalizzazione né la spinta necessaria per affrontare le difficoltà. Questo è tanto più importante viste le difficoltà dei soci pubblici che tenderanno a indirizzare le risorse in ambiti diversi che non sono le manifestazioni fieristiche.
- La concorrenza. Persa Solarexpo, su due manifestazioni fondamentali per l’attività economica del territorio e per il bilancio dell’Ente quali Vinitaly e Fieracavalli, si è già manifestato l’interesse della Fiera di Milano. La Fiera va accompagnata dal sistema Verona e dalle Istituzioni del territorio. Non possiamo lasciare questo patrimonio solo in mano ad alcuni dirigenti. E’ giunta l’ora che tutti gli attori della città, dalle banche agli enti locali, si mettano insieme per affiancare le principali occasioni di sviluppo in vista dell’Expo2015.
- Il valore dell’Ente sta nella proprietà di brand, come quello del Vinitaly e nella posizione del quartiere fieristico, vicinissimo al centro. Per salvaguardare gli interessi del Comune a fronte della necessità di incrementare il fondo di dotazione vanno quindi create due società distinte, l’una immobiliare comprendente terreni e marchi che resti in mano all’attuale compagine, e l’altra gestionale in cui fare entrare il socio internazionale, dal momento che non è compito dei soci pubblici e tanto meno del Comune gestire le manifestazioni.
Lontano dall’affrontare questi problemi, il Comune di Verona ha pensato solo a cedere le proprie quote, perdendo così valore su terreni e marchi, e a costruire un parcheggio, come se questo fosse sufficiente a garantire il futuro della Fiera.


