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A Verona primarie OK

A Verona primarie OK

E’ giusto che il Partito Democratico coinvolga gli elettori nelle proprie scelte sottoponendo loro le candidature per le cariche di Sindaco, Presidente della Provincia e Parlamentare.

Le primarie, infatti, sono l’unico strumento che riesce a condensare in un solo momento il progetto, la scelta del leader e il coinvolgimento delle aree politiche e delle realtà interessate al governo del territorio. Quindi, favoriscono anche il rapporto con la società civile.

Il PD non vuole chiudersi in se stesso. E’ una consultazione esterna, l’occasione per tanti di appropriarsi del diritto di indicare da chi vogliono essere governati e su quale idea. Quindi, ritengo opportuno e necessario che gli iscritti trasferiscano la sovranità a una platea più vasta, costituita dagli elettori del Partito e non che accettano di dichiararsi e registrarsi.

Le primarie sono fondamentali e preziose. Nella normalità dei casi, si sono rivelate in grado di raccogliere e mobilitare attorno al PD e alla coalizione anche energie esterne ai partiti.

Uno strumento così prezioso non può essere contraddetto nelle sue finalità. Le primarie si sono rivelate preziosissime quando sono state interpretate come una risorsa della politica, sono state meno preziose quando sono state concepite come una sorta di vincolo regolamentare da brandire nello scontro interno. In questi casi vi è stato un automatismo burocratico, che ha portato all’utilizzazione delle primarie solo per fini di parte.

Questo è quanto è accaduto a Genova. Ancora una volta il Partito subisce l’aggressione delle destre sulla base di scelte sbagliate dei propri dirigenti territoriali.
Occorre individuare i casi in cui non ci siano le condizioni per il ricorso a questo strumento, perché in questo meccanismo possono esserci talora elementi negativi o qualche volta perfino patologici.

Se la scelta di fare le primarie di coalizione è giusta e vincente, dobbiamo individuare regole democratiche che impediscano di trasformare, come in qualche caso è avvenuto e da ultimo a Genova, le primarie di coalizione per i vertici istituzionali locali in una resa dei conti interna al PD.

Occorre trovare meccanismi che favoriscano l’univocità della presenza del PD nelle primarie di coalizione.

E a Verona, e lo dico con soddisfazione, il Partito Democratico dopo un pubblico confronto negli organismi democraticamente eletti, ha dimostrato maturità e preparazione rispetto all’obiettivo individuando in Bertucco il proprio unico rappresentante. Un importante passo avanti nel solco della valorizzazione delle primarie.

Per quel che riguarda la selezione dei candidati al Parlamento, con il Porcellum siamo di fronte a una legge elettorale che costringe alla nomina dei parlamentari. Questa legge è contro la partecipazione.

Nel 2013 si vota per il rinnovo del Parlamento Italiano. Il voto è un test importante per concretizzare i principi affermati da tempo: la scelta diretta degli eletti da parte dei cittadini.

In questa direzione è da supportare lo sforzo positivo del PD di cambiare questa legge vergognosa. Se non dovesse andare in porto, nel rispetto delle eventuali indicazioni della Segreteria Nazionale, è nostro dovere programmare in tempo utile le consultazioni primarie per l’indicazione di coloro che i nostri elettori ritengono siano da eleggere in Parlamento.

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