Cà del Bue:
“manca tutto”
AGSM sta seguendo le procedure previste? Per la conferenza di servizi appena svolta era competente a convocarla? Non ha redatto lo studio di prefattibilità ambientale, non ha predisposto la relazione per la coerenza del progetto con la programmazione territoriale regionale e provinciale e manca lo studio dei flussi generati da Cà del Bue.
L’accelerazione impressa dalla Lega e da Tosi per la costruzione dell’inceneritore fa acqua da tutte le parti.
La conferenza di servizi. Il dubbio nasce dalla Provincia di Verona. E’ stata convocata da AGSM il 24.11.2011 e l’11 gennaio scorso. Per legge la convocazione spetta a chi è competente per l’adozione del provvedimento finale che deve definire il procedimento.
E’ l’AGSM competente a rilasciare le autorizzazioni? Se il dubbio della Provincia è confermato e l’AGSM non poteva, l’avviato procedimento approvativo del progetto preliminare potrebbe essere annullato per assenza dei presupposti giuridici.
Il progetto preliminare è carente e non contiene elementi previsti dalla legge per valutare la sostenibilità ambientale e la coerenza con le pianificazioni relative alla gestione dei rifiuti e a quella urbanistica.
Il progetto preliminare presentato:
• è relativo solo ai forni a griglia, mentre la valutazione deve essere effettuata sull’impianto complessivo di Cà del Bue, considerando l’ampliamento rispetto al complesso esistente dei forni a letto fluido (impianto esistente + impianto di progetto);
• non contiene la prevista verifica di congruità con il piano provinciale dei rifiuti urbani;
• manca della prevista valutazione relativa all’art. 16 della L.R. 11/2010 (parere obbligatorio del Consiglio provinciale per i nuovi impianti da costruire) per quanto riguarda la gestione dei rifiuti speciali;
• non contiene valutazioni circa la scelta del luogo in funzione delle caratteristiche esistenti, della pianificazione e programmazione territoriale urbanistica provinciale e regionale, dello studio del traffico;
• non dimostra la conformità del nuovo impianto con i piani urbanistici di area vasta vigenti e adottati.
Insomma, un colabrodo che non risolve nessuno dei problemi già noti.
Domande spontanee:
1. possibile che AGSM non sapesse che non era competente a convocare la conferenza dei servizi? La fretta è sempre cattiva consigliera.
2. Perché il progetto preliminare manca della verifica di congruità con il piano per la gestione dei rifiuti solidi urbani? Perché si dimostrerebbe, come certificato da documenti ufficiali della Regione, che il Veneto oggi potenzialmente può incenerire 971 ton/g, ma ne brucia solo 560 ton/g, ovvero quanti ve ne sono disponibili nel territorio regionale. Con Cà del Bue in funzione la potenzialità salirebbe a 1.464 ton/g. A cosa serve una potenzialità simile se già oggi viene bruciato un terzo di quella potenzialità?
E’ la prova provata che Cà del Bue dovrà acquisire rifiuti da altre province e regioni, a scapito della salute dei veronesi, per ottenere remunerativi risultati economici.
L’impianto che la Lega vuole costruire per forza, contro tutto e tutti, porterà solo ulteriore inquinamento in una situazione già compromessa.
3. E come mai il progetto non menziona il nuovo impianto a griglia più quello già esistente, né la congruità di questi con il territorio?
Perché si scoprirebbe che vogliono realizzare un insostenibile mostro da 1.000 tonnellate al giorno di rifiuti a pochi metri dalla città e questo creerebbe l’invivibilità nelle zone circostanti perché le strade non possono reggere ad un traffico simile. Ed infatti, nel progetto manca anche lo studio del traffico.
4. Chissà perché nel progetto mancano gli elementi sufficienti per svolgere le valutazioni dovute rispetto alla sostenibilità ambientale. Errore o dimenticanza?
Verona ha diritto di sapere la quantità di diossina e altri inquinanti che Cà del Bue produrrà e riverserà sulla città.


