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A rischio l’equilibrio tra
sviluppo e solidarietà

A rischio l’equilibrio tra<br />sviluppo e solidarietà

D’Arienzo: Verona, si sta rompendo l’equilibrio tra lo sviluppo e la solidarietà.

Questa Amministrazione comunale non è in grado di fare la sua parte. In questi quattro anni, da Tosi solo annunci ai quali non è seguito nulla di concreto su cosa avverrà a Verona in futuro.

I due presupposti che a Verona hanno garantito una crescita che favoriva e non espelleva e, quindi, l’attuale livello di benessere, non viaggiano più sullo stesso binario.

Verona: grandi progetti, nuovi capitali

Nel nostro territorio sono previsti numerosi grandi progetti che riverseranno nell’area investimenti per diversi miliardi di euro.

Penso alla TAV, alle tre/quattro nuove autostrade, ai diversi centri logistici, ai nuovi centri commerciali, a infrastrutture di collegamento pseudo autostradali, al pagamento del pedaggio su tante strade che saranno realizzate o che oggi sono gratuite.

Insomma, un nutrito panorama verso il quale prevale esclusivamente una visione sviluppista del territorio, certamente alimentata dai silenzi del centrodestra.

Non risulta in alcun luogo una riflessione sincera su quanto e cosa queste opere potranno portare.

Con tanto denaro, è nelle cose che vi sarà una profonda trasformazione del tessuto sociale e della vocazione territoriale che storicamente abbiamo conosciuto. Eppure, non se ne parla.

Sono persuaso che siamo di fronte ad opportunità, ma altrettanto penso che queste, se non correttamente governate ma solo accettate come sta accadendo, potranno creare nuove difficoltà ed emarginazioni ulteriori per tanti gruppi sociali e per le famiglie.

Non è solo il silenzio del Comune che mi preoccupa.

Infatti, allo sviluppo non mediato fa da controcanto l’esaurimento della rete solidale veronese.

 

Tagli e crisi del Welfare

Da un lato sempre di più i Comuni veronesi si appoggiano sul volontariato per garantire i servizi ai cittadini, dall’altro riducono i fondi a disposizione a causa dei tagli del Governo.

La domanda sociale, già oggi elevata, rispetto a quello che avverrà sarà potenzialmente in crescita a causa delle nuove emarginazioni.

Come affrontare socialmente e solidaristicamente i possibili disequilibri (penso anche alle nuove residenze extracomunitarie che ciò comporterà) se si disperde quel tessuto volontario che ha reso Verona città simbolo?

La riflessione che propongo, da cattolico, assume ancor più valore perché i tagli alle risorse e l’assenza di volontari, non solo rendono subordinata la rete sociale di fronte allo sviluppo, ma stanno demolendo il sistema solidaristico e cristiano di aiuto che da sempre ha costituito una rete di protezione per le persone più deboli.

 

Bilanciare crescita e protezione sociale

Gli investimenti non governati e la riduzione del volontariato sono un pericolo per la coesione tra i gruppi sociali e determineranno squilibri che mai Verona ha conosciuto in passato.

Il confronto è qui, ovvero su come i partiti intendono bilanciare l’esigenza di crescita con la doverosa azione di protezione sociale.

 

Il sindaco televisivo che dimentica il sociale

Non mi rassegno al silenzio di Tosi che preferisce parlare della Libia, di Berlusconi e poco di Borgo Venezia…

Chiedo una cabina di regia concreta per governare il nostro futuro attraverso il giusto ed equilibrato accoglimento delle nuove opportunità coniugato con la diversificazione dei servizi e l’incentivazione della voglia di partecipazione e della domanda sociale delle persone verso il territorio con un piano locale di assistenza pubblica che il Comune di Verona non ha e che garantirebbe la stabilità necessaria del servizio attraverso la programmazione certa degli interventi.

E speriamo che la Fondazione continui a finanziare il sociale, come ha fatto quest’anno con quasi 5 milioni sui 32 necessari, perché se dipendesse dal Comune che pensa a farci pagare il traforo e a inquinarci con Cà del Bue, saremmo fritti.

Potenziando il sistema dei servizi reali, creando nuove opportunità e governando i processi infrastrutturali in arrivo, Verona si impossessa del proprio futuro.

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