Manovra bastarda
I giovani si ribellano a questa manovra bastarda
Si colpiscono i giovani e i lavoratori per risparmiare gli arricchiti e gli evasori
“Ancora di più con le modifiche delle ultime ore, la manovra economica si rivela sempre più iniqua e dannosa, perché scarica su noi giovani il costo di dieci anni di Berlusconismo scellerato, della crisi economica, e del deficit del nostro paese.” Così scrivono i Giovani Democratici di Verona in una nota furente.
“È una manovra bastarda perché non è più figlia di nessuno, non ha più nemmeno l’illusione di un fondamento. Dove sono finiti i (pochi) tagli ai privilegi della casta? Dove sono finite le proposte di far pagare un contributo a chi se lo può permettere – perché per fortuna o per merito sta meglio degli altri? E i tagli ai costi della politica, all’apparato burocratico? Tutto cestinato, dimenticato, o rimandato a eterni progetti di riforma costituzionale.”
“Con l’eliminazione del riscatto a fini pensionistici degli anni di studio e di leva militare (fino ai nati dell’85 obbligatoria) si crea una oggettiva discriminazione e un disincentivo per quei giovani che hanno servito il proprio Paese o che ancora ostinatamente cercano di investire su sé stessi attraverso la formazione universitaria” sottolineano i giovani del PD.
Uno studente di medicina, ad esempio, affronta un minimo di 6 anni di università per arrivare alla laurea, più altri 5/6 di specializzazione. Più di un decennio di studio serio ed impegnato, ad essere ottimisti. Un percorso laurea triennale/specialistica/master dura poco di meno.
“Il governo fa una pernacchia ai laureati discriminandoli rispetto ai loro coetanei che cominciano a lavorare subito dopo le scuole superiori. Non solo arrivano molto più tardi a percepire un reddito, non solo spendono sempre di più in tasse e materiale universitario, non solo spesso si trovano con titoli e qualifiche non valorizzati adeguatamente da un punto di vista salariale. Non solo devono rimandare tanto a lungo i propri personali progetti di vita. No, il governo ha anche ritenuto opportuno vietare loro di investire risorse proprie in una migliore posizione previdenziale, aumentando con un semplice trucco l’età pensionabile, facendo pagare ancora una volta ai giovani il costo sociale del risanamento dell’Italia.”
“Che progetto di Paese c’è in questo?” si chiede Matteo Avogaro, segretario provinciale dei Giovani Democratici. “Noi vediamo solo una maggioranza allo sbando impegnata a fare cassa su lavoratori di oggi e di domani per non tirare le cuoia. E faremo di tutto per toglierci democraticamente questo governo dalle (s)palle, prima che sia troppo tardi.”