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Salviamo il 25 aprile

Salviamo il 25 aprile

È ormai certo che, in una manovra finanziaria raffazzonata e sbilenca, il Governo ha deciso di inserire anche l’abolizione delle c.d. “feste laiche” del 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno. Ufficialmente per aumentare la produttività, motivazione assai singolare in un contesto di crisi economica in cui le imprese sono costrette a lasciare a casa i loro dipendenti anche nelle giornate “ordinarie” di lavoro. In realtà, una scelta determinata da un chiaro fine ideologico: cancellare il ricordo di tre passaggi fondanti della Storia del nostro Paese, strizzando l’occhio a tutte quelle forze reazionarie che rimpiangono la dittatura fascista, e non si trovano a loro agio in un Paese democratico.

Il fenomeno è, tuttavia, particolarmente preoccupante a Verona. Dove gli episodi di violenza, firmati in modo più o meno diretto da gruppi di estrema destra e d’ispirazione fascista sono andati intensificandosi negli anni. Dove la sottocultura della repubblica di Salò è, purtroppo, ancora viva presso troppi gruppi nostalgici che non accettano il chiaro verdetto della Storia.

A Verona, quindi, festeggiare il 25 aprile ha sempre avuto, prima di tutto, un significato preventivo ed educativo, soprattutto per le nuove generazioni. Indicando loro quali fossero i valori di libertà, uguaglianza, democrazia da seguire e prendere come riferimento. Portando loro gli esempi positivi di chi, ormai ben più di mezzo secolo fa, a volte a prezzo della propria vita, combatté per garantire a tutti, compresi i governanti di oggi, la libertà. Un esempio, quindi, estremamente positivo. Che non è per nulla il caso di abbandonare.

“L’abolizione del 25 aprile è un messaggio devastante nei confronti dei giovani. Equivale a rendere insignificante la Festa della Liberazione, e quindi impedire che le nuove generazioni vengano in contatto col messaggio educativo, di libertà e giustizia, di cui la Resistenza è stata portatrice. – afferma Matteo Avogaro, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Verona – Per questo chiediamo al Sindaco Tosi e al Presidente della provincia Miozzi di prendere immediatamente posizione contro il provvedimento del Governo. Non vorremmo, infatti, che l’abbandono dei valori della Resistenza rappresentasse, per i gruppi neofascisti presenti in città, una forma di sdoganamento. Col risultato di costringere presto Comune e Provincia a farsi carico non di una questione di carattere storico, ma di un ben più preoccupante problema di ordine pubblico”.

Come non ricordare i già numerosi sfregi compiuti dalle destre alla memoria della Resistenza, nella nostra città? A partire dall’incarico di consigliere di maggioranza presso l’Istituto per la Storia della Resistenza, conferito da Tosi ad Andrea Miglioranzi, ex membro di Veneto Fronte Skinhead. Operazione che indignò mezza Italia e costrinse l’attuale Sindaco ad una rapida retromarcia.

È quindi ora di uscire dall’ambiguità, e dire le cose come stanno. Tosi e Miozzi si facciano carico di far esprimere Comune e Provincia a favore del mantenimento della festa 25 aprile, senza se e senza ma. Nell’interesse della cittadinanza veronese, e, se non basta l’importanza storica della Resistenza ad essere convincente, nell’interesse anche di molti esercenti che, complice il danno che l’abolizione delle feste laiche provocherà al turismo presso la nostra città, vedranno di molto restringersi i loro affari.

Generazione Democratica Verona

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