Con Tosi giovani KO
GD VERONA: IL QUINQUENNIO TOSI AFFOSSA LE SPERANZE DEI GIOVANI
I dati sull’occupazione giovanile a Verona, usciti nei giorni scorsi, parlano chiaro. Sono il certificato del fallimento delle politiche leghiste. Le riprova che, finché a Verona governerà il Carroccio, per chi si affaccia al mondo del lavoro ci sarà ben poca speranza di riuscire, in tempi brevi, a costruirsi una propria posizione, rendersi indipendente, smettere di pesare sul reddito della famiglia di origine. Anzi, la situazione è destinata a peggiorare.
Le cifre parlano chiaro. A Verona, da quando governa Tosi, la disoccupazione giovanile èaumentata addirittura di un terzo. Ma ci sono indicatori ancor più preoccupanti: il mercato del lavoro della Verona leghista ha, infatti un tasso più alto della media nazionale per quanto riguarda il rischio, per un neo-lavoratore, di perdere il posto di lavoro (23% contro il 18%) e soprattutto, è crollata la capacità di creare posti di lavoro: un misero 12% contro il 14,9% del livello nazionale. Ciò vuol dire che nei prossimi anni, se si continuerà così, sempre più giovani perderanno il lavoro, e sempre meno ne troveranno uno. Si tratta di dati costanti da un anno: il che vuol dire che non sono frutto dell’ultima ondata di crisi economica, ma sono maturati da tempo, e nulla si è fatto per venirne fuori. Un andamento, insomma, da zona sottosviluppata. Altro che “operosa padania”.
“Sono dati sconsolanti – commenta Matteo Avogaro, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Verona – emblema della miope politica leghista che ha buttato a mare il Polo finanziario proposto dal centrosinistra, che ha preferito le ronde al welfare locale, che ha fatto dell’immobilismo e della sterile propaganda il biglietto da visita dell’attuale amministrazione. Non troviamo traccia di una seria strategia per l’occupazione giovanile, di un progetto di sostegno al reddito dei lavoratori precari, della volontà di mettere in relazione scuola, Università e mondo delle imprese per facilitare l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Sfortunatamente per la Lega, con la politica tutta “sagre e dialetto” non si costruisce il futuro di Verona. È bene che i cittadini se ne ricordino, perché dalle prossime amministrative le cose devono cambiare”.
A impoverirsi sono, manco a dirlo, ancora una volta i giovani. Puniti due volte, perché, come evidenziato anche dalle organizzazioni sindacali, o non trovano lavoro, o lo trovano in condizioni subalterne e di sostanziale asservimento ai datori di lavoro, con contratti somministrati, a progetto, di associazione in partecipazione, che li privano di numerosi diritti di base che per i loro padri erano invece certezza.
Come Giovani Democratici siamo convinti sia necessario reagire: riprendendo a mettere in campo una politica di sviluppo economico del territorio, valorizzando le competenze e i saperi che la città è in grado di esprimere, come aveva già fatto la Giunta Zanotto. Pensando ad attrarre investimenti piuttosto che a vietare di mangiare panini per strada. Intervenendo, con gli strumenti a disposizione della Regione, utilizzando fondi già stanziati a sostegno dei precari e che giacciono inutilizzati. Impiegando le competenze della Provincia per introdurre, nei limiti delle sue prerogative, forme di regolamentazione in grado di alleggerire lo sfruttamento dei giovani lavoratori. Rilanciando un importante strumento come le cooperative di produzione e lavoro, per permettere ai giovani rimasti disoccupati di associarsi e costruire il proprio futuro sostenendosi a vicenda.
Un quinquennio di amministrazione Tosi ha affossato quello che era il sogno del Nord-Est: la prospettiva di potersi mantenere del proprio lavoro, di poter comprare una casa, metter su famiglia, accumulare qualcosa da lasciare ai propri figli. È ora di cambiare musica e ricostruire. A partire dalle elezioni della primavera 2012.
Giovani Democratici di Verona