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“Provincia privatizza
le fascie deboli”

“Provincia privatizza <br /> le fascie deboli”

L’approvazione del Piano Triennale del Lavoro da parte della Provincia è funzionale solo all’assegnazione ai privati dell’intermediazione tra la domanda e l’offerta di lavoro per alcune tipologie di lavoratori, quelli svantaggiati!

Di fatto, saranno privatizzate le azioni di tutoraggio, di accompagnamento al lavoro e di sostegno anche al reddito delle categorie dei lavori svantaggiati.

Grottesco che la Provincia mantenga solo i compiti previsti dalla legge, quale la programmazione delle attività nel mercato del lavoro perché non poteva essere diversamente e deleghi ad altri materie delicate come quelle dei servizi a favore dei più deboli.

Sull’inaccettabile proposta il Partito Democratico è per verificarne la corrispondenza con le norme in vigore. In pratica, poiché è la Regione che deve normare in merito, occorre verificare quali sono le azioni che la Provincia può attuare e se tra queste rientra, appunto, l’assegnazione all’agenzia sociale privata del compito di cui si tratta.
Uno strappo alle regole che sa di reazionario.

E’ una scelta esclusivamente demagogica. Secondo i dati Isfol l’insieme dei servizi pubblici per l’impiego e delle agenzie di somministrazione private consente di trovare lavoro solo al 5% degli occupati.
Perché la Provincia non verifica la “performance” dell’attuale agenzia sociale veronese per testarne la reale valenza e l’operato fin qui svolto?
E’ inutile e dannoso insistere sulla natura privata del compito, perché la mediazione tra la domanda e l’offerta di lavoro non dipende da essa, bensì dalla trasparenza dell’operatore – pubblico o privato che sia – nonché dagli incentivi economici giusti.
La gestione dell’intermediazione interamente rimessa al mercato la rende un’iniziativa esclusivamente privata.

Peraltro, i lavoratori svantaggiati vanno tutelati, non lasciati in mano ai privati che hanno l’obiettivo del lucro.

Solo il governo pubblico evita le distorsioni nell’incontro domanda/offerta di lavoro per chi non ha tante possibilità.
Resto convinto che la soluzione sia la cooperazione e la collaborazione tra servizi pubblici e privati. Solo così si incrementano i servizi.

I servizi ai privati saranno assegnati con una gara, come è stato fatto con l’accompagnamento al lavoro dei disabili o ci sarà l’assegnazione diretta? Chiedo che gli operatori privati siano scelti in base al merito della propria azione e all’efficacia dell’intervento e di delegare, eventualmente, solo quelle azioni che non riguardano le fasce più deboli presenti nel mondo del lavoro.
Per non danneggiare il mondo del lavoro, l’unica cosa da fare è rivedere la scelta.
Vincenzo D’ArienzoSegretario provinciale PD
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